Friday, September 24, 2010

venerdì, 25a settimana (anno IIo)

Qoélet 3.1-11 / Luca 9.18-22

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

A tutto il mondo gli piaciono le vacanze, lasciare tutto il lovoro, tutti i doveri, tutte le cose che quotidianamente abbiamo bisogno di fare agli altri a fare:
  • lavare i vestimenti
  • cucinare ogni giorno
  • leggere e scrivere i documenti interminabili all'ufficio
e anche i doveri più pesanti ma più importanti:
  • lavare e vestire nostra nonna che non può farli per se stesso
  • cercare soldi per sostenere la famiglia dopo essere subito disoccupato
  • pregare come sappiamo che dobbiamo
Tutti questi possono essere onerosi e sarebbe un piacere di lasciare a qualcun altro.

Ma Dio dice che tutto ha il suo momento. Forse non abbiamo bisogno di fare niente e potremo aspettare il tempo che ha ogni evento ... sotto il cielo. È indubbiamente vero che ogni quello che Dio vuole succedere, succederà, quando vuole e come vuole. Quindi, dobbiamo fare niente?

Nel Vangelo, Gesù domanda ai Suoi discepoli di fare una proclamazione della loro fede. Allora, loro fede è venuta da Dio, venuta da Gesù stesso, e la risposta di San Pietro — « Sei il Cristo di Dio » — era possibile soltanto grazia alla rivelazione piantata nel suo cuore per Lui che li ha domandato. Ma, ciò nonostante, Gesù domandò. Non è che qualcosa che Lui voleva non poteva succedere senza la risposta di San Pietro. No, ciò che voleva, ciò che vuole oggi da noi, è che nostre azioni, nostri atti, nostra forza, nostra fede, sapienza, e carità siano gli strumenti in quelli e per quelli la Sua voluntà sia fatta.

Carissimi, Dio ha stabilito il temo er ogni evento sotto il cielo, e fra questi eventi sono le nostre proprie azioni per avanzare il regno di Dio. Fratelli, che andiamo a fare oggi a dare la Parola di Dio il suo momento? Sorelle, che abbiamo bisogno di fare questo giorno per rispondere con San Pietro a far fede al tutto il mondo delle notizie gioiose del Vangelo di Cristo Gesù?

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[Apologies to any native or fluent speakers of Italian out there! This is my very first homily in Italian, and I have presented its text, warts and all. Hopefully, I will improve bit by bit. Suggestions and corrections, speaking the truth in love of course, are altogether welcome.]

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